ASTRATTISMO

Così come Giasone, accompagnato dagli Argonauti, intraprende il suo viaggio tumultuoso auspicandosi di ritrovare il vello d’oro, ugualmente Gallo, costantemente scortato dai suoi pensieri e dalla sua fantasia, si cimenta in un’avventura colma di peripezie e vicissitudini, con la speranza di ritrovare il suo estro artistico. Infatti, giunto in una fase di stallo per la sua produzione personale inizia a sondare nuove tecniche sino a sbarcare nel mondo dell’incisione calcografica. Tuttavia, quello che sembrava essere un punto d’approdo, si rivela il trampolino di lancio verso un universo sorprendentemente strabiliante, nonché quello dell’Astrattismo. Difatti, tramite la tecnica del craquelé Gallo crea delle crepe e delle fenditure attraverso le quali percepisce l’illusione di scorgere delle figure umanoidi. Tale scoperta lo affascina fortemente, al punto di voler ricreare la stessa dimensione di caos e disordine all’interno della tela servendosi della tecnica ‘Pollockiana’ del dripping, bramante di ritrovare i personaggi identificati precedentemente. Infatti, così come Jackson Pollock creava macchie di colore apparentemente in contrasto tra di loro, Gallo partorisce situazione caotiche senza averle premeditate. Avvalendosi della pareidolia, dunque, inizia a considerare singolarmente e spontaneamente tali figure riproponendole in contesti totalmente diversi. Conseguentemente, risulta evidente come il suo non sia stato un astrattismo rigorosamente puro — come quello di Vasilij Vasil’evič Kandinskij —, ma piuttosto rassomiglia a quello di Paul Klee; il quale riporta sulla tela l’anarchia della propria interiorità al fine di allontanarsi dall’insoddisfazione del mondo esterno. Gallo stesso non considera tale periodo radicalmente astratto, bensì come una fase di passaggio in cui riesce a concepire e a percepire il mondo in una prospettiva differente ed inusuale in quanto per lui l’aspetto simbolico non svanisce mai totalmente. Attraverso l’Astrattismo e l’esperienza di Klee ricostruisce quella sottile trama della propria esistenza intessuta di pensieri, esperienze e vissuti che da sempre hanno costituito una parte del suo essere interiore. Sebbene il percorso artistico di Gallo si sia evoluto, questa tecnica rappresenta ancora un metodo di ricerca artistica fortemente valido per lui.

“Era una creatura in gestazione, un mondo che ancora non era stato scoperto, ma nessuno può negare che esistesse già.”