AUTORITRATTI

Che cosa caratterizza l’autoritratto? E’un concetto complesso che può essere affrontato da diverse angolazioni: sia sul piano psicologico sia sul piano storico-artistico. Le dinamiche che vi sono implicate non riguardano soltanto gli artisti o chiunque desideri ritrarsi, ma, piuttosto, tutti noi nel momento in cui ci troviamo a relazionarci con la nostra immagine. Si tratta effettivamente di dare concretezza all’identità personale che, tuttavia, spesso risulta problematica in quanto ciò non coincide propriamente con un’immagine prestabilita. Ciò rappresenta il problema sul quale l’artista si è a lungo soffermato: la formazione e la rappresentazione dell’immagine interiore che è differente dallo schema corporeo – dall’Io o dal Sé corporeo. Quest’ultima assorbe e sintetizza modelli ed ideali sia interni che esterni. Ciò riguarda il rapporto che l’uomo costruisce con la propria immagine, con la formazione ed il sentimento della propria identità che può assumere anche una funzione di “meccanismo di riparazione”. In questo senso, infatti, Gallo sviluppa la propria teoria allestendo teatrali sessioni pittoriche che si compongono di sei atti differenti per forme, colori e stile. Le opere in questione costituiscono un metodo di auto interrogazione, auto riflessione ed autoanalisi, ma anche la chiave di lettura per poter comprendere ed accettare anche i lati più bui della propria identità; poi con gli altri giocando con parametri che permettono di individuare “il senso di me” nascosto nel “senso che gli altri hanno di me”. All’interno di questi capolavori possiamo trovare: la presenza del dettaglio, lapsus grafici, condensazione e bizzarrie, cancellature e correzioni, colorazione e non colorazione, ripetizioni di un determinato numero, qualità del tratto, e, infine, l’elemento simbolico vero e proprio, nonché la presenza di simboli, quali sono quelli che compaiono nelle fiabe, nei miti, e nelle produzioni fantastiche.