IL MONDO MAGICO

Il Mondo Magico “Il Mondo che si annunzia” “La nostra civiltà è in crisi: un mondo che accenna ad andare a pezzi, un altro che si annunzia” Con questa lapidaria considerazione l’antropologo E. De Martino apre la sua prima opera, Naturalismo e Storicismo nell’etnologia, con la quale afferma per quest’ultima di farsi storicista, se realmente vuole contribuire al superamento di tale crisi, se veramente intende comprendere a pieno certe tendenze, che sempre più si trovano nell’Europa a cavallo tra le due guerre mondiali. Per determinare, dunque, la natura di certe disposizioni d’animo moderne, occorre promuovere una visione storica che possa condurre a quell’allargamento dell’autocoscienza della nostra civiltà, cui De Martino auspicava, e al raggiungimento del quale “il mondo magico” rappresenta senza dubbio il suo contributo migliore. Come De Martino, Gallo intende dare una ricostruzione dell’età magica come momento di sviluppo della storia dello spirito; ovvero un epoca in cui i confini tra uomo e natura, tra soggetto e oggetto sono ancora incerti. Ma anziché risolversi in una partecipazione mistica irrazionalistica, questa incertezza crea un dramma: quello della «crisi della presenza», del rischio per l’uomo di essere annullato da forze naturali incommensurabili e incontrollabili. La magia appare così come un insieme di tecniche per riscattarlo da questa crisi e rassicurarlo del proprio «esserci».