PAESAGGI

Il periodo paesaggistico di Gallo è uno dei più prolifici ed ha radici profonde nel luogo in cui l’artista è nato e vissuto. È, infatti, spesso Napoli il soggetto delle sue opere o, più sovente, il mare che dalla costa partenopea si può scorgere. Si tratta per la maggior parte di visioni notturne, ma la protagonista indiscussa è sicuramente la luna, il suo riflesso e gli effetti di luce che essa produce sul profondo blu di Prussia usato per il mare e il cielo. Spesso il confine tra sopra e sotto, l’orizzonte che divide la dimensione aerea da quella terrestre o marina si perde. Come se dietro ad un’apparenza solamente descrittiva l’artista volesse narrare anche delle realtà fisica e metafisica, mescolando queste due dimensioni nel tentativo di riprodurre un immenso, profondo vuoto da cui solo la luna resta fuori assieme ai rapidi tocchi bianchi di pennello. Dunque, la luna funge da àncora di salvezza senza la quale si rischia di sprofondare in una densa e melmosa sostanza. In altre opere l’artista ritrova qualcosa di speciale e particolare nella luna. Quest’ultima si fonde con le nuvole le quali diventano fumose e il blu si mischia al bianco; c’è maggiore interesse per gli effetti luminosi e questi sono resi con maggiore serenità e ricchezza di dettagli. Il tratto si trasforma e passa da netto e tratteggiato a tenue e sfumato, ma carico di energia con atmosfere romantiche di ispirazione Turneriana – tutto ciò con grande rapidità e talvolta nello stesso quadro. Questo è un periodo molto importante per l’artista durante il quale apprende l’utilizzo del blu di Prussia con notevole abilità diventandone un maestro, comincia a dirigersi verso lo stile romantico, ispirato anche dalla visione dal vivo dei quadri di William Turner in un viaggio a Londra e Bristol nel 2013. Le opere cominciano ad acquisire più strati narrativi assumendo maggiore profondità, mentre l’artista si inoltra alla ricerca ed all’esplorazione di se stesso e di un universo in procinto di essere scoperto. Lo stile arioso con pennellate lunghe e velature profonde diventerà protagonista dei lavori di Gallo. L’artista, infatti, alla rappresentazione mistica del sublime romantico aggiunge qualcosa: porta su un piano extra reale queste atmosfere, quasi come se il tumulto e la potenza della natura venissero imbrigliati in una palla di vetro e, dunque, assumessero una sorta di calma impetuosa. È con queste premesse e su queste basi che comincia il “Viaggio”, nascono piccoli esseri che grazie a queste atmosfere acquisiscono, nella loro piccolezza, una calma determinazione di fronte all’immensità della natura. “La mia Luna, così perfetta e luminosa. In questo mondo le notti non hanno una durata, il blu può essere eterno… …E se la nostra è solo una notte? E se noi fossimo solo delle lune? Eterne luci del cielo, stelle di altri mondi. La notte non finirà, le lune non cambieranno. In questo mondo non esiste un tempo, esiste un viaggio.”